PDFStampaE-mail

Paolo Bucci - L' ultimo cavaliere del deserto

EMILIA-ROMAGNA - PARMA

Valutazione attuale: / 72
ScarsoOttimo 



PAOLO BUCCI

 

"La corsa è la mia medicina", per il corpo e per la mente...


Paolo Bucci, di San Polo di Torrile, è uno dei pochissimi italiani a praticare podismo estremo.


paolo


abbots way 2009



il muro


Ultra Trail Monte Bianco 2008 IV

Ho iniziato a correre "tardi", dopo due anni di matrimonio, solo ed esclusivamente per perdere quei chiletti che, quasi inevitabili, arrivano dopo aver messo l' anello al dito....

Dopo alcuni anni passati  a correre per divertimento, e dopo aver partecipato a qualche gara minore, decido di partecipare alla mia prima maratona.

Non sapevo che quella partecipazione mi avrebbe dato l' illuminazione di una nuova vita.

 

Da quel momento non ho più smesso di correre, partecipando a 28 maratone e 23 ultramaratone, la maggior parte delle quali, nel deserto.

Amo il deserto, do il meglio di me alle alte "temperature" che non alle alte "quote", forse per quel mio fisico, più predisposto alla resistenza e alla sofferenza.

 

La gara che più mi è rimasta nel cuore è la 555+, un 'altra maratona di 600 km nel deserto dell' Egitto, direzione SUD.

Sono arrivato primo degli italiani e fra i primi in senso assoluto, ma questo importa poco rispetto a ciò che una gara del genere ti può insegnare....


Arrivo 555+ EGYPT 2008


Si parte alla conquista del deserto...

Quando le centinaia di km che vi separano da una località turistica o le avverse condizioni meteorologiche vi scoraggiano a partire per una vacanza, sappiate che ci sono uomini che quelle stesse distanze chilometriche sotto il sole cocente o con un rigido freddo le percorrono di corsa. Non per modo di dire. Paolo Bucci lavora tutti i giorni in uno studio notarile, in pausa pranzo corre con colleghi ed amici e ogni tanto partecipa a qualche maratona su territorio nazionale o europeo, ma solo come allenamento.

E la cosa non sembra infatti dargli tanti brividi.
Così da diversi anni si cimenta in qualcosa di più ardito: le ultra-maratone, gare in cui atleti si muniscono di zainetto con viveri e kit di sopravvivenza e cominciano a correre per centinaia di km scalando montagne e attraversando deserti. Quella che Bucci si appresta a correre dal 10 novembre è però la più massacrante e titaniche delle imprese: la “Elite runner race 555 - La route des esclaves”. La via che una volta percorrevano gli schiavi, appunto, in un percorso che si snoda per circa 600 chilometri nel deserto fra l’Egitto e il Sudan e che – giusto per mettere un po’ di pepe in più – deve essere percorsa entro 228 ore, ossia entro il 20 Novembre.
«La gara si chiama 555+, la corro a 55 anni e voglio concluderla entro il 18 Novembre, cioè entro il mio 56° compleanno» scherza sorridente con i numeri Paolo Bucci che lunedì sera ha voluto salutare con un brindisi al Tobago Wine Restaurant di P.le San Lorenzo amici ed autorità, tra cui l’assessore comunale allo sport Vittorio Adorni, il direttore dell’Arpa Dallara, il medico sportivo Gianfranco Beltrami e tanti altri podisti ammiratori dell’ultra-maratoneta. In effetti è da guardare con ammirazione questo arzillo signore che ha l’onore di rappresentare l’Italia insieme ad altri 5 italiani, di cui eccezionalmente ben 4 donne, su un totale di soli 21 atleti provenienti da tutto il mondo. Segno che il curriculum di Bucci è davvero ottimo e che il podista parmense è in grado di affrontare una competizione da cyborg.

Si corre con uno zaino contenente tutto il necessario: navigatore satellitare per ogni evenienza, cibo che Bucci porta dall’Italia ma che viene fornito ogni 44 km dall’organizzazione in appositi check-point, due litri e mezzo d’acqua distribuiti ogni 22 km, l’abbigliamento notturno per rimediare ad un’escursione termica che passa dai 45 gradi pomeridiani ai 5 gradi durante la notte, ed infine una torcia da testa. Sì, perché si corre anche di notte, come spiega con massima naturalezza lo stesso Bucci: «La prima notte non mi fermo nemmeno, dalla seconda riposo un’ora e mezzo, massimo due. Mangio appena ne sento il bisogno e grazie a molti prodotti forniti dal mio sponsor Salumificio Nuova Boschi che ringrazio nella persona del suo amministratore Enrico Delfini, così come ringrazio il signor Fornari che ha contribuito a questa impresa». Che dall’esterno appare allucinante. Nel vero senso della parola. «Quando corri in condizioni estreme ti capita di avere allucinazioni, di vedere pascolare un gregge di pecore o di osservare un grande gatto immobile nella notte. Allucinazioni con cui bisogna convivere durante la gara. Nella 555+, peraltro, devi rimanere entro determinati tempi intermedi pena l’esclusione».

Un’impresa proibitiva che non spaventa affatto Bucci. Anzi, vedendo proiettate le immagini delle precedenti ultramaratone sul video, il suo viso si illumina come di un sorriso di sfida e sembra trovare già la carica e la concentrazione per una gara che appare al limite della natura umana. Per Paolo è una sfida ai propri limiti, alla sofferenza fisica e psicologica, alla fatica e alla fame. “Solo” e “semplicemente” questo.


pedicure

notte in tenda


diploma 333


Ho corso la Ultra Rail Cro Magnon, la Ultra Trail Valdigne, 87 km da Courmayeur in un tempo massimo di 25 ore, l' Ultra Trail del Monte Bianco, 166 km da Chamonix a Courmayeur, Champex e Chamonix, attraverso tre nazioni, Francia, Italia e Svizzera, in un tempo massimo di 46 ore, Grand Raid du Cro Magnon: un ultra trail di montagna di circa 104 km da Limone Piemonte (Cn) a Cap d'Ail (Montecarlo) in un tempo massimo di 30 ore, la Marathon des Sables, la Trans 333 del Marocco, 351 KM circa in 98 ore e 35 minuti, 12° assoluto al traguardo su di un lotto di 38 partenti, di cui ben 11 si sono ritirati durante l'estenuante percorso della Trans 333 del Marocco, la Grand Trail Valdigne, dispiegando, come consuetudine, le bandiere dell'Italia e del Tibet negli ultimi metri di gara....

 

Le gare che invece non ho corso, e che sogno di correre sono la Badwater ( Death Valley, 235 km, 55°, 100%  umidità ) e la Spartathlon ( 246 km ).


M.D.S. 2006

Marathon des sables 2005 .La cena

MARATHON DES SABLES 2006 sforzo

Prima della partenza con la bandiera del TIBET

Dal 2008, anno delle Olimpiadi, porto sempre con me due bandiere, il tricolore italiano e quella del tibet, per testimoniare le persecuzioni che questo popolo ha subito.

Consiglio a tutti di avvicinarsi a questo sport, che è una medicina di vita.

E' contatto con la natura, è benessere con il proprio fisico, è svago per la propria testa....

 

 

Guarda la sua pagina su facebook e contattalo per qualsiasi informazione: Paolo Bucci su Facebook

 


Photogallery

MDS 2005 . Touaregh !

 

PAOLO BUCCI


ALBA GELIDA NEL DESERTO BIANCO

dromedari

ORME BIANCHE

Tramonto della LUNA...all'alba...

America...no...Marocco

dune e natura

Dito di DIO

Dune Chezgaga Marocco

MDS 2005...

  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi
  • I Veri Eroi