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Simone Baldini - Nessuna utopia...solo tanta realtà!

EMILIA-ROMAGNA - RIMINI

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Ciao a tutti, mi chiamo Simone Baldini, sono nato a Roma il 25 ottobre 1981 e risiedo nella Repubblica di San Marino, a pochi passi da Rimini.

 

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La mia “vera” storia nonché nuova vita ha inizio circa 14 anni fa, nell’ottobre del 1997, quando un virus (ancora oggi non identificato) attaccò il mio sistema nervoso al midollo spinale a livello dorsale.

 

Ero già allora uno sportivo, praticavo a buoni livelli calcio e nuoto, mi allenavo correndo, andando in bicicletta e giocando a tennis, e quando in una sola notte, senza alcun trauma e preavviso, mi sono accorto di non poter più muovere le gambe, di aver perso la sensibilità e le funzioni fisiologiche, mi è caduto il mondo addosso.

 

E’ cominciato così un lungo calvario ospedaliero, la diagnosi non era certa e facevano una miriade di esami, fino a dirmi che non avrei più camminato. A quel punto i miei genitori non rassegnati a quanto mi veniva detto, hanno deciso di mandarmi a fare riabilitazione in un centro a Imola, Montecatone.

 

Centro spartano, si facevano 5 ore di palestra al giorno, non si poteva uscire durante la settimana di “lavoro” e dicevano che la mente umana ha grandi potenzialità e che se volevo potevo tornare a camminare.

 

Morale della favola dopo 4 anni di duro lavoro sono tornato a camminare con due stampelle e a riapprezzare nuovamente la vita. Ho visto in quegli anni tanta sofferenza, persone con disabilità permanenti gravi che comunque non perdevano la motivazione di andare avanti e di combattere comunque per i loro ideali. Tutto ciò mi ha fatto esplodere un carattere che neanche io conoscevo, tanta grinta, forza di volontà e forza d’animo.

 

D’altronde se lo facevano gli altri in condizioni peggiori delle mie potevo farlo benissimo anche io.

 

Ho superato con un po’ di tempo il pregiudizio altrui, in effetti la normalità da cosa viene giudicata?

Solo da capacità fisiche?

Anche chi è disabile può fare la maggior parte delle cose di chi non lo è..

 

Perché giudicare un libro solo dalla copertina?

 

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Fino al 2003 quando un collega di mio papà,un vigile del fuoco con la mia stessa grande passione delle moto, mi coinvolse nel suo progetto. Correre in pista con moto elettriche d 110 cavalli.

Certo le difficoltà non erano poche, ma la passione e la forza di volontà mi hanno permesso comunque di portare a termine 3 stagioni con ottimi risultati, addirittura un ottimo 3° posto in classifica generale.

 

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Ho dovuto interrompere questa attività solo quando nel 2006 nacque mio figlio, la mia più grande ragione di vita, ma non sapevo ancora che qualche anno dopo mi sarei interessato e innamorato ad uno sport affascinante, estremamente duro come l’handbike.

 

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Iniziando per puro divertimento nel 2009 e grazie a qualche buon risultato, mi sono impegnato allenandomi tantissimo fino alla chiamata della Nazionale Italiana di Handbike nel 2010.

 

Il 2010 è stato un anno altalenante, contraddistinto da buoni risultati, partecipazioni a due gare europee ma un infortunio alla spalla che mi ha fatto fermare 7 mesi…ma solo fisicamente, perché la mia mente e la forza di volontà mi richiedono sempre il raggiungimento degli obbiettivi prefissati, il superamento dei propri limiti personali.

 

Quest’anno dopo quattro tappe nel Giro d’Italia Handbike sono settimo in classifica, parteciperò sempre ad un paio di gare europee, ma il vero sogno è quello di poter partecipare con la maglia della Nazionale alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016.

 

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Un sogno grande, grandissimo, un impegno psico-fisico che dovrà durare anni, ma ce la devo fare !!!!

 

Comunque a parte i risultati personali, che ognuno di noi nel proprio piccolo compie tutti i giorni, la cosa più importante è vincere, non una gara, ma la battaglia contro una condizione fisica che invece tende a buttarti giù. Non bisogna fermarsi davanti a nulla, i problemi vanno affrontati e superati, bisogna credere in se stessi e nelle proprie possibilità.

 

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Un famoso spot diceva “Impossible is nothing”… senza essere utopico posso dire che è vero.

Se ci mettiamo in testa di volere e fare una cosa a tutti i costi la facciamo.

 

Per questo sono molto legato ad una frase di Gandhi: “La vera forza non dipende dalle capacità fisiche, ma da una volontà indomita”.

 

Il messaggio che vorrei dare a tutti è di essere positivi, disabili e non, coraggiosi, volenterosi e credere nei sogni.

La vita terrena è una sola, ricca di cose meravigliose, il tempo passa e non ci aspetta, quindi tiriamoci su le maniche e combattiamo perché nella vita è importante vivere e non sopravvivere !!!

 

Nessuna utopia, solo tanta realtà.

 

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