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Vittorio Podestà - L' handbiker

LIGURIA - GENOVA

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Podesta

La mia Vita      


Sono nato il 3 giugno 1973 e nel gennaio 2000 mi sono laureato in Ingegneria Civile. Vivo a Chiavari e dal 13 luglio 2003 sono sposato con Barbara che ho conosciuto durante la riabilitazione presso l’Unità Spinale di Sondalo (SO).

Tornando dall’ufficio il 19 marzo 2002 ho avuto un incidente stradale che mi ha causato una rottura delle vertebre dorsali con conseguente lesione del midollo spinale costringendomi sulla sedia a rotelle.

La mia vita ha avuto una svolta alla quale nessuno è preparato, ma ho subito deciso di reagire, convinto che le mie risorse interiori mi avrebbero aiutato. Incoraggiato da un amico che ebbe un incidente simile al mio qualche anno prima, già a settembre ho iniziato a giocare a basket in carrozzina. Avevo sempre considerato lo sport il modo migliore per rimanere in buona salute e fonte di benessere interiore ma ho capito presto che per una persona disabile questo concetto acquista ancora maggiore importanza.

Nel 2003 lo stesso amico mi fa provare la sua handbike: è amore a prima vista! Le molte somiglianze con la bicicletta e il ciclismo, di cui ero praticante fin da piccolo e tutt’ora appassionato, mi invogliano a possederne una al più presto per allenarci insieme e provare, per curiosità, a partecipare a qualche gara nelle vicinanze.

Durante le gare di handbike e i corsi con la nazionale di basket ho incontrato e conosciuto atleti fortissimi; osservandoli in azione ho capito che anche tra i disabili ci sono dei campioni che con un destino diverso avrebbero potuto primeggiare in qualunque tipo di sport e ho voluto subito provare ad imitarli per raggiungere i loro livelli. Pormi degli obbiettivi e lavorare duro per ottenerli, cercando di evitare che diventino un’ossessione, mi ha aiutato fino ad ora ad affrontare la vita con entusiasmo senza farmi scoraggiare dagli imprevisti che si presentano.

I continui allenamenti hanno permesso fin da subito che ottenessi ottimi risultati con relativa facilità, fino al luglio 2005 quando sono diventato Campione Italiano a Cronometro. La soddisfazione di portare un simbolo così importante come la maglia tricolore mi ha spinto a lasciare il basket ed aumentare il mio impegno nell’handbike tanto da arrivare a percorrere annualmente circa 12-13000 km, seguito da un preparatore atletico e da un centro sportivo dove svolgo i test di valutazione atletica.

Nel 2006 ho fatto un grande salto di qualità dimostrando di essere uno dei migliori atleti italiani della specialità, grazie anche all’esperienza acquisita partecipando alle gare del Circuito Europeo EHC per confrontarmi con i migliori atleti internazionali. Inoltre sono stato scelto dalla Nazionale Italiana per partecipare ad alcune gare internazionali ma, pur onorando fin da subito la maglia azzurra con ottimi risultati, non sono stato poi convocato per i Campionati del Mondo di settembre.

ehc_2008_louny_44


La mia stagione ha avuto una svolta ad ottobre quando ho vinto la Milano City Marathon: vincere la volata in piazza del Duomo davanti a tutta quella gente, mi ha in parte ripagato della delusione per quell’esclusione che non avevo digerito, convinto del mio ottimo stato di forma atletica. L’appuntamento finale e più rappresentativo è stata la mia prima partecipazione, grazie al contributo dell’INAIL, alla Maratona di New York dove mi sono piazzato al secondo posto. Concludere il 2006 con un grande risultato in una gara così speciale per la particolarità del percorso e l’enorme folla entusiasta che segue lungo le strade, mi ha dato ancora più fiducia nei miei mezzi e ulteriori stimoli per lavorare duro nel periodo invernale.

Nel 2007 la realtà ha però superato anche i sogni. A maggio ho raggiunto il primo obbiettivo che era riconfermarmi Campione Italiano a Cronometro. A giugno, in occasione dei Mondiali WHF, oltre a due importanti piazzamenti nelle gare individuali, è arrivata la vittoria nella prova a cronometro a squadre: trionfare in Italia con altri tre atleti italiani, avversari di sempre, ma quel giorno alleati per vincere insieme, mi ha dato un’emozione speciale, mai provata nei successi individuali.

Sarebbe già stata un’annata incredibile, considerando anche il quarto posto nella classifica generale del Circuito EHC, ma poi è arrivata la vittoria nella cronometro individuale del Campionato del Mondo di Bordeaux con la maglia iridata da portare per un anno intero, la medaglia d’oro, il podio con l’inno di Mameli e la bandiera italiana che sventola: non potevo credere che stavo davvero vivendo in prima persona tutto quello che avevo visto solo guardando la TV.

Podio Podesta


Nel 2008 l’obbiettivo era focalizzato esclusivamente sulle Paralimpiadi di Pechino e ho lavorato duramente per tutto l’anno per arrivare con le “carte in regola” all’appuntamento agonistico più importante per qualunque atleta, disabile e non.

Sono ritornato con una medaglia d’argento che è un risultato sicuramente prestigioso, ma non quello al quale puntavo e avrei potuto conquistare. Infatti quel giorno non ero in buone condizioni di forma e perdere la medaglia d’oro per meno di 6 secondi brucia un po’.

Al di là del lato sportivo, mi rimane comunque il ricordo di un’esperienza meravigliosa e unica, culminata con la partecipazione alla cerimonia di chiusura dei Giochi, probabilmente lo spettacolo più bello che abbia mai visto in vita mia, sia per la bellezza delle esibizioni e delle evoluzioni che si sono succedute che per il loro coinvolgimento emotivo: ho provato veramente sensazioni indescrivibili!

Quella 2009 è stata un'altra stagione ricca di grandi risultati e di soddisfazioni, nonostante a metà stagione mi sentissi un po' scarico psicofisicamente: arrivare secondo ai Campionati del Mondo svoltisi in Italia e nella classifica del Circuito Europeo (come nel 2008) significa confermarsi ai vertici mondiali come atleta completo e costante.

VittorioBordeaux

Salire sempre sul podio delle grandi manifestazioni degli ultimi 3 anni, sia nelle gare di un solo giorno come i Campionati del Mondo e i Giochi Paralimpici (1 oro e 2 argenti), che nelle classifiche che premiano la costanza di rendimento durante tutto l’anno come il Circuito Europeo EHC (cha ha 9 gare spalmate su 8 mesi), è una grande soddisfazione che mi ripaga delle delusioni per aver mancato il risultato pieno. Inoltre mi dà fiducia per le prossime stagioni, in vista delle Giochi Paralimpici di Londra 2012, con la convinzione di poter aspirare a quella medaglia d'oro sfuggita per un soffio a Pechino.


Il mio Sport      

al-ain2009

 

Handbike: un modo diverso di andare in bicletta, uno sport completo e organizzato.

L'handcycling si è affacciato nel panorama degli sport per disabili da una decina d'anni e fa parte del programma paralimpico, come specialità del ciclismo, fin dai Giochi di Atene 2004, dove era presente come specialità dimostrativa.

Fin dalle origini però il numero di praticanti e il movimento sono crescita molto più rapida rispetto ad altri sport per disabili, tanto che già alle Paralimpiadi di Pechino 2008 era una tra le specialità con il livello tecnico più alto.

Mediante delle manovelle, al posto dei classici pedali, l'utilizzatore muove uno speciale mezzo meccanico dotato di tre ruote, con quella anteriore che trasmette il movimento al terreno. Dalle manovelle si aziona anche il cambio di velocità come quello delle biciclette da corsa, i freni e lo sterzo, per maneggiare facilmente il mezzo in curva mentre si sta pedalando.

L’ handbike pesa tra i 13 e i 18 chili circa e permette di allenarsi su normali strade urbane (traffico permettendo), il che lo rende di facile approccio anche a chi è agli inizi. Le velocità raggiungibili sono molto maggiori, ad esempio, di quelle possibili dalle carrozzine da atletica (in piano gli atleti più forti raggiungono velocità vicine ai 50 km/h).

 

HANDBIKE_ALBO_ORO_Masc_B_Podesta_DivB

 

Una commissione medica si occupa di inserire gli atleti disabili in base alle loro residue capacità di spinta del mezzo, in 3 categorie (che dal 2010 diventeranno 4) il più possibile omogenee in termini di prestazioni.

Nelle categorie dove sono presenti persone con lesioni che limitano o impediscono l'uso della muscolatura del tronco (tetraplegici e paraplegici), gli atleti pedalano in posizione semisdraiata, mentre man mano che diminuiscono le menomazioni (amputati, poliomielitici, ecc) aumenta l'utilizzo del busto in posizione seduta durante il movimento, fino ad arrivare alla posizione inginocchiata dove vengono sfruttate al massimo tutte le potenzialità muscolari dell’atleta.

Gli atleti che guidano quasi sdraiati sfruttano al massimo la posizione aerodinamica, ma sono penalizzati nelle accelerazioni e in salita, mentre gli atleti seduti o inginocchiati esprimono il massimo della potenza da applicare sulle manovelle a discapito della resistenza dell'aria.

In alcune nazioni del centro e del nord Europa l’handbike è utilizzata anche da persone normodotate come normale mezzo di locomozione e le competizioni sono aperte a chiunque. Gli atleti normodotati hanno prestazioni pressoché uguali agli atleti della categoria più prestante, poiché la posizione di guida inginocchiata ne parifica l'efficienza.

Le gare di handbike si svolgono solamente su strada e, come nel ciclismo, le tipologie di competizione sono principalmente la cronometro (individuale o a squadre) e le gare di gruppo, sia “in linea” che in circuito.

Le gare a cronometro misurano da 5 ai 25 Km mentre le gare di gruppo tra i 20 e i 70 km. Tali competizioni sono organizzate sia nel contesto di manifestazioni podistiche o ciclistiche, sia come gare di eventi a se stanti.

Come detto l'handcycling fa parte del programma delle Paralimpiadi organizzate dal Comitato Paralimpico Internazionale, ogni anno si svolgono i Campionati del Mondo di Ciclismo per disabili, riservati solo ai migliori atleti convocati dalle varie squadre nazionali, organizzati annualmente dall’Unione Ciclistica Internazionale UCI .

Dal 2009 il Comitato Paralimpico Italiano, sull'esempio di altre nazioni, ha affidato la gestione del ciclismo per disabili, quindi anche l'handbike, alla Federazione Ciclistica Italiana.

Da molti più anni la Federazione Europea Handcycling EHF, istituzione indipendente dagli organi paralimpici nazionali e internazionali, ha costituito il Circuito EHC, una sorta di campionato europeo composto da una dozzina di gare, organizzate in diverse località europee, che assegnano punteggi, in base ai risultati dei partecipanti, per stilare una classifica finale. Il circuito EHC è aperto agli atleti di tutto il mondo senza limitazioni e senza la necessità di convocazione da parte di una squadra nazionale.

Oltre alle prove assolute individuali in linea e a cronometro, nel 2006 è stato istituito il Campionato Italiano per Società che assegna uno scudetto alla squadra vincitrice, (che lo potrà portare l’anno seguente sulle maglie sociali) in base ai punteggi realizzati con i piazzamenti dei propri atleti nelle gare disputate in varie città italiane.

Sul sito internet www.handbikeitalia.it si possono trovare notizie aggiornate, regolamenti, calendari e risultati delle gare e quanto altro riguarda questo sport.

 

Arrivo Vittorio Podesta

 

Visita il sito ufficiale di Vittorio Podestà

www.vittoriopodesta.it

 

 

Vittorio Podesta

 

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www.handbikeitalia.it

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