Gli angeli del fiume - Alluvione in Val di Vara del 25/10/2011
Scritto da WALTER FILATTIERA
LIGURIA - LA SPEZIA
1° Intervento
Brugnato 25 ottobre 2011
Uscita del casello autostradale di Brugnato ore 12,30/13,00 circa impossibilità di accedere al paese per allagamento del varco di accesso sotto l’autostrada comunichiamo la necessità di scendere presso la ns. base nautica zona casello lato fiume Vara per mettere in sicurezza le ns. attrezzature da una eventuale piena del Vara.
I militari della stazione Carabinieri di Borghetto riconoscendoci ci chiedono se siamo in grado di raggiungere l’officina Autoservice che è completamente allagata per sincerarsi che non ci siano ancora persone in difficoltà all’interno.
Il tempo di indossare le attrezzature personali e approntare un Gommone (Raft) e ci portiamo alla rotonda.
Siamo io (Filattiera Walter), Edoardo Da Pozzo e Adriano Passaro giunti in prossimità del Varco ci rendiamo conto che il livello dell’acqua è salito ancora (l’acqua esondata è ancora quella dei “bedali“ del versante di Bozzolo).
Ci imbarchiamo e raggiungiamo l’officina cercando di richiamare l’attenzione di eventuali persone in difficoltà, non avendo risposta, ci portiamo all’interno navigando all’altezza degli uffici rialzati con le torce ispezioniamo il magazzino l’officina meccanica e rientrando i mezzi nel piazzale il container e la carrozzeria che è chiusa ma dalla quale non riceviamo risposte.
Rientriamo in prossimità della rotonda vicino al casello e ci rapportiamo con i militari della Stazione Carabinieri di Borghetto Di Vara riferendo lo stato delle cose.
Ci viene chiesto di effettuare alcuni attraversamenti dalla rotonda al distributore di Cima Pietro trasportando alcune persone che hanno necessità di raggiungere il paese tra cui il sindaco di Rocchetta Vara Riccardo Barotti.
Durante questi viaggi teniamo i contatti tra le due sponde della zona Autoservice allagata con comunicazioni di servizio dei CC ecc….
2° intervento
Brugnato 25 ottobre 2011
Ponte sul Chicciola prossimità dell’uff. postale ore …… spostiamo alcuni bidoni dell’immondizia per favorire il deflusso delle acque liberando canalette e tombini.
L’esperienza maturata da oltre 30 anni di attività in fiume ci fa prendere alcuni riferimenti oggettivi dai quali deduciamo che lo stato delle cose è purtroppo in evoluzione con un aumento progressivo del livello del Chicciola, l’arcata del ponte non è ancora ostruita e consente il deflusso delle acque.
L’arrivo di tronchi e soprattutto legna tagliata e oggetti di uso comune ci fa capire che a monte è in atto un’esondazione delle zone normalmente utilizzate per la “vita di campagna” .
Da una ns. valutazione in pochi minuti il Chicciola può uscire dagli argini decidiamo di avvertire gli abitanti delle case in sponda sx e li aiutiamo nell’evacuazione.
Una persona anziana è di fronte alla sua capanna con l’ombrello in un campo sottostante il Chicciola, sembra non capire ciò che stà succedendo, gli intimiamo di portarsi in alto, di allontanarsi finalmente capisce e si allontana; nel frattempo Adriano trasporta un bimbo fuori da una abitazione e aiutiamo delle persone anziane a salire su un’auto.
Le auto si allontanano, torniamo sul ponte fascettiamo il ponte per segnalare la pericolosità di eventuali attraversamenti e cerchiamo di rientrare presso l’autostrada per riferire l’aggravarsi degli eventi.
Risaliamo sul gommone in prossimità del distributore e notiamo un autotreno con una motrice blu con l’acqua al tetto della cabina e una persona in pericolo aggrappata allo spoiler, cerchiamo di avvicinarci e lo raggiungiamo, malgrado la corrente sia aumentata e la sensazione è quella di navigare un fiume, ci rendiamo conto che la persona è straniera e nella difficoltà di comunicazione lo trasciniamo sul raft chiedo informazioni su un altro camion in prossimità ma mi fa capire che non c’è nessun altro vicino ai due mezzi.
Ci allontaniamo velocemente dai camion e veniamo investiti da un’onda d’acqua molto più densa.
La mia deduzione è che non possa essere ”solo l’acqua del Chicciola “ deve essere successo qualcosa a monte del paese.
Arriviamo alla rotonda lasciamo l’autista recuperato ai CC, riferiamo le ns. considerazioni e ci apprestiamo a tornare verso il paese.
La corrente e le auto trasportate ci impediscono l’attraversamento
3° intervento
Brugnato 25 ottobre 2011
Nell’impossibilità di raggiungere il paese, attraverso il varco sotto l’autostrada per la forte corrente contraria, decidiamo di provare attraversando le carreggiate autostradali. I numerosi autisti fermi in coda capiscono che abbiamo bisogno di aiuto e riusciamo a raggiungere il paese navighiamo all’interno nel borgo e raggiungiamo il Comune dove ci rapportiamo con il Vice Sindaco Corrado Fabiani il quale ci relaziona sulle numerose richieste di aiuto che gli sono arrivate da via Romana dove una casa stà crollando e dalla zona del caseificio.
Purtroppo intervenire in quella zona non è al momento possibile se non mettendo a rischio nostra incolumità.
I vigili del fuoco sono presenti in prossimità della Carispe cerchiamo un contatto e intuiamo il tentativo di segnalarci la presenza di persone in difficoltà sul ns. lato poco più a valle della ns. posizione.
Appurato che il loro abbigliamento non è quello dei Saf e che quindi difficilmente entreranno in acqua decidiamo di intervenire.
Nell’impossibilità di utilizzare il gommone interveniamo a nuoto raggiungendo il gruppo di cinque persone in prossimità della banca Carige li invitiamo/aiutiamo a mettersi in sicurezza(stavano tentando di legare le loro auto alle colonne del porticato). Comunichiamo ai VVFF dall’altro lato della strada lo stato delle cose e rientriamo in zona Municipio.
Valutato che al pari del Bar Mariotti era possibile attraversare con le tecniche di attraversamento canali ci attiviamo, nell’ ipotesi che il livello dell’acqua possa aumentare ulteriormente aiutiamo nell’attraversamento circa 25 persone, precedentemente evacuate dai piani terra, portandole nella zona del Comune consentendo a molti di raggiungere i propri familiari o comunque la zona più sicura del paese.
Ci rapportiamo ancora con Corrado Fabiani che ci relaziona sulle notizie che ha di via Romana e Caseificio.
4° intervento
Brugnato 25 ottobre 2011
Nell’impossibilità di utilizzare il gommone ma valutato che il livello era sceso e si era stabilizzato decidiamo di spostarci in via Romana a piedi e a nuoto bussando casa per casa e aiutando le persone a raggiungere le zone più alte.
Avendo le torce abbiamo ispezionato il territorio meticolosamente raccogliendo informazioni su eventuali dispersi o persone in difficoltà.
Ogni via controllata riferivamo al Vicesindaco sullo stato delle cose e ripartivamo verso monte. Arrivati in prossimità del parco giochi portavamo in salvo un cane e in prossimità del Caseificio abbiamo aiutato una signora anziana cardiopatica ad assumere le medicine in quanto al buio e in stato di shock aveva difficoltà nel reperirle in casa.
Visto lo stato della signora abbiamo pensato di trasportarla in una casa vicina con altre persone in modo che potesse avere conforto durante la notte.
Durante queste operazioni abbiamo notato molto apprezzamento per il conforto umano che provavamo a infondere rassicurando e consigliando sul da farsi riferendo sullo stato di salute dei vicini o conoscenti rendendo tutti un po’ più coscienti di ciò che era successo in prossimità delle loro abitazioni.
5° intervento
Brugnato 26 ottobre 2011
Già alle ore 7,30 siamo in strada cercando di capire meglio come possiamo essere utili.
Facciamo un giro veloce nelle strade che abbiamo percorso durante la sera precedente.
Ci rapportiamo con il C.O.M. a Brugnato qualificandoci per le ns. competenze specifiche sia in ambiente acquatico che alpino, ma soprattutto per la ns conoscenza del territorio.
Subito ci viene chiesto la ns disponibilità ad accompagnare dei Carabinieri con i cani per le ricerche di dispersi nella zona di Cassana .
I Carabinieri manifestavano la necessità di raggiungere le zone con l’elicottero per non affaticare i cani.
Ci viene allora chiesto di raggiungere Rocchetta Vara che è isolata dove ci sono tre dispersi nelle zone Asinara e Ghiaio.
Ci viene dato un numero di tel. per mettere in contatto il sindaco di Rochetta con qualcuno al paese.
Lungo la strada troviamo una decina di frane e la carreggiata è crollata, in un punto parzialmente poi completamente, si rende necessario guadare a nuoto in più punti, il ponte vicino alla cava è crollato.
Durante l’avvicinamento a Rocchetta, isolata tra il crollo della strada e il ponte dalla cava, prestavamo conforto al sig. Mergoni solo e isolato nella sua abitazione, presi i riferimenti telefonici dei suoi familiari, riferivamo nel pomeriggio sul suo buon stato di salute.
Siamo i primi ad arrivare a Rocchetta in 45 min ci vengono incontro i militari della stazione Carabinieri di ……. li mettiamo in contatto con il Sindaco Barotti raccogliamo un po’ di informazioni e riusciamo a far funzionare un telefono fisso nel comune.
Ci rechiamo verso la Lavanderia anche la strada di accesso al ponte a monte di Rochetta non c’è più guadiamo il torrente e prendiamo contatto con delle persone scese da Pieve relazioniamo e dirigendoci verso la loc. Asinara incontriamo uno dei dispersi che cercavamo.
Proseguiamo verso la loc. Ghiaio dove troviamo una casa alla confluenza dei due torrenti miracolosamente intatta malgrado tutto attorno l’ambiente sia completamente sconvolto camminiamo su almeno 5 mt. di detriti siamo quasi al pari del tetto della lavanderia.
Raggiunta la casa ispezioniamo gli scantinati e saliamo ai piani superiori. Rileviamo solo la presenza di cani al piano alto della casa sul terrazzo una scala appoggiata che porta al tetto saliamo sul tetto ispezioniamo visivamente il bosco alle spalle della casa non c’è nessuno diamo da bere e da mangiare ai cani e rientriamo (troveremo la signora proprietaria dei cani a Brugnato al ns. rientro) .
6° intervento
Rocchetta vara 06 novembre 2011
Accompagnando un reporter e un operatore di RAI 3 per testimoniare i disagi della viabilità da brugnato per Rocchetta ci troviamo nuovamente con i militari della stazione Carabinieri di …..i quali ci chiedono di discendere il letto del Torrente Gravegnola, dal ponte a monte di Rochetta fino a Brugnato, in quanto dal paese mancano pare 33 auto.
Una parte di noi scende nel letto del fiume al rientro ispezionando il greto.
Viene segnalata una sola auto del quale comunichiamo il n. di targa oltre a quella del sig Mergoni già segnalata in precedenza e almeno altre tre autovetture che erano rimaste tra le frane e il crollo del ponte.
7°intervento
Brugnato 15 Novembre
Su richiesta del titolare dell’autofficina Autoservice percorriamo il tratto del fiume Vara ispezionando da sponda a sponda dalla confluenza del Chiocciola fino alla confluenza con il Gravegnola.
Troviamo i relitti di 13 autovetture dei quali è possibile dare descrizione e n.di targa solo per 9 resti di auto.
Comunichiamo inoltre la presenza di numerosi oggetti e ci diamo disponibili per eventuali operazioni di recupero.

Oggi non si può andare al mare.
A trattenerci non sono i postumi di una semplice mareggiata, i marosi di un Libeccio ostile o le insidie di un tempo infame, è successo qualcosa di peggio. L'Autocamionale Cisa è chiusa al traffico, perché ci sono scese le spioventi montagne della Liguria al mare, portando sugli arenili e nei porti una devastazione che nessuno a memoria d'uomo aveva mai veduto da queste parti.
I greti dei torrenti con i loro alberi e i loro massi sono precipitati verso il mare d'improvviso, sommergendo strade, case, cose, animali e persone.
I borghi più suggestivi delle Cinque Terre sono stati invasi da fiumi di fango carcasse di auto e detriti che li hanno sepolti sotto uno spesso, grigio ed informe sudario.
Le immagini si rincorrono da un canale all'altro in televisione, mentre in rete impazzano video e filmati che, amici e sconosciuti, inviano in una macabra e forsennata sequenza senza una spiegazione.
Qualcuno, forse, riesce già a piangere.
Nessuno riesce a capacitarsi.
Si cominciano a contare i morti.
Mentre in tv prendono forma i primi teatrini delle polemiche con opinionisti che parlano, ma non sanno - e soprattutto non fanno - un cazzo, con dirigenti e responsabili in giacca e cravatta di fianco ai loro suv scintillanti - che non servono a nessuno se non a loro -, riesco finalmente a comunicare al telefono con Walter, da Brugnato.
Walter è un personaggio vero, autentico. Rappresenta in carne, anima ed ossa, la Val di Vara.
Quella vera, appunto. E' un istruttore di Rafting e Canyoning che vive tra le ripide valli degli affluenti dei fiumi Vara e Magra.
Ci vive lui e ci fa vivere un pezzetto della loro vita anche ai tanti ragazzi che lo seguono nel suo regno, fatto di montagne silenziose, di boschi fittissimi e funghi, di cascate d'acqua, di rapide tortuose e di grotte.
Nessuno conosce meglio di Walter questi torrenti che corrono al mare, e nessuno meglio di lui sa di che cosa sono capaci.
Sapevo, senza averlo né visto né sentito, che i suoi occhi chiari si erano accesi in allarme ben prima che il disastro esplodesse.
Nella Protezione Civile, Walter, non è una figura di rappresentanza, di etichetta, ma una realtà concreta e operativa.
Di quelle che possono fare la differenza fra una vittima viva e una vittima morta. Infatti mi conferma che, prima ancora della "bomba" d'acqua, si trovava già fuori con i suoi ragazzi e i gommoni, a prestare i primi soccorsi, tipici di una normale alluvione.
Mi conferma di aver sentito l'odore del mostro che stava per avventarsi su di loro, e di avere portato in salvo se stesso e chi aveva vicino, solo pochi secondi prima del suo travolgente arrivo.
Oggi è nel fango fino ai capelli, quei capelli che forse da giovane aveva biondi, a spalare detriti dalle case e dalle strade. «Il nostro Casale è rimasto intatto» mi dice, «è soltanto sparita la strada, precipitata più in basso di trenta metri. Ma giù in paese è un disastro Davide, roba da non credere. Me la sentivo sai, vedevo il livello del torrente salire troppo in fretta». Non aveva bisogno di leggere fax Walter, né tantomeno di ricevere ordini dall'alto. Immaginava da solo cosa sarebbe potuto scendere, da ben più in alto.
Sul mare, anche i diving delle zone meno disastrate sono tutti allagati. Chi ha un metro d'acqua a inzuppare i compressori e chi ne ha un metro e venti. Il fango ha impregnato tutto e i giorni a venire saranno di duro lavoro per ripristinare le cose. Non demordono i nostri diving, anche in Liguria c'è gente di mare. Sento il Lisca di Levanto, settanta ore dopo il disastro: ha già ripulito quasi tutto e caricato i compressori per portarli alla revisione. Ho saputo in rete di Lorenzo, a Fiumaretta, sulla foce del Magra: anche lui ha già reso agibile il negozio, svuotandolo dal fango. Sistemerà ben presto anche il resto. Un'ordinanza regionale vieterà le uscite in mare per una decina di giorni, lungo il litorale fino a Genova, salvo miracolosi miglioramenti. Detriti e relitti d'ogni genere galleggiano ovunque lungo la costa. Non so nulla di Portofino.
Il mare è grande, il mare da, e a volte prende. Stavolta restituirà quello che la terra gli ha sputato addosso, lo farà senza fretta o senza tanti complimenti. Certamente senza rimpianti. Staremo a vedere.
Resto a guardare nel piccolo monitor del mio computer le immagini che altri subacquei, dal resto del mondo, stanno inviando in rete. Vedo acque limpide, pesci colorati, volti sorridenti, mentre il mio piccolo grande mare, preso fra il Magra e l'Entella, è coperto di fango.
La storia dell'uomo ci insegna che dalle disgrazie ci si rialza sempre, e spesso, ci si ritrova più forti di prima. E' successo con i recenti tsunami nell'Oceano Indiano, con innumerevoli altre alluvioni sulle coste di mezzo mondo, quelle più belle del mondo. E così sarà ben presto per le rive del Levante Ligure, molto più presto di quanto possiamo immaginare. Il mare della Liguria tornerà blu come siamo abituati a vederlo. E' già li che ci aspetta.
Un sentito augurio a tutti i ragazzi, di mare e di monte, che si stanno adoperando per spazzare via questa tragedia. saremo presto ancora con voi, fra di voi, per tornare a vivere il nostro mare, per tornare a godercelo insieme.
In Aqua Veritas.
( testi di Davide Boschi )
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