Simone Moro - Benvenuti in alta quota e nel mio mondo verticale
LOMBARDIA - BERGAMO
Ho iniziato da piccolo a frequentare e conoscere la montagna. Dapprima camminando per sentieri con la famiglia durante le vacanze estive, poi su vie ferrate con mio padre e dall’età di 13 anni ho iniziato le prime vere scalate sulla falesie vicino a Bergamo, la mia città. Nel 1985 ho partecipato alla prima gara d’arrampicata a Bardonecchia e per i successivi 5 anni ho fatto gare a tutti i livelli (nazionale ed internazionale) di arrampicata sportiva. Nel 1988 sono anche entrato a far parte della nazionale italiana di arrampicata e del 1992 al 1996 ne sono stato l’allenatore.
Dal 1992 ad oggi ho fatto già più di 40 spedizioni alpinistiche di cui 10 invernali, in quasi tutti i continenti. Alcune di queste avventure sono state premiate in Italia, Russia ed America. Per 10 volte sono salito su una cima principale o secondaria di 8000 metri anche se il mio alpinismo non è focalizzato solo su quelle quote o sulla collezione dei 14 ottomila. Non a caso lungo il mio percorso verticale recente e passato ci sono anche tante vette di 7000 e 6000 metri nonchè salite tecniche su ghiaccio, misto, roccia. Mi piace insomma vivere l'alpinismo nel modo più ampio e variegato possibile.
L'alpinismo però non è stata e non è l'unica mia passione anche se rimane la mia attività professionale principale. su cui ruota la mia vita. Sono appassionato praticante di paracadutismo e wingsuit skydive nonchè sono recentemente diventato pilota privato e commerciale di elicottero con rating sul modello a turbina As 350 B2. Sono Dottore in Scienze Motorie con la votazione di 110/110 e lode e autore di due libri. “Cometa sull’Annapurna” edito da Corbaccio che ha avuto 7 ristampe con 20.000 copie vendute e "8000 metri di vita" in doppia lingua inglese/italiano edito da Grafica & Arte. Parlo 5 lingue (inglese, tedesco, francese, spagnolo e un pò russo).
Ho inoltre avuto l'onore di ricevere importanti riconoscimenti internazionali come il Fairplay Pierre de Cubertin tropy a Parigi dall’UNESCO e le medaglie d’oro al valor Civile dal Presidente della Repubblica Ciampi e dalla regione Lombardia. In Usa ho ricevuto il prestigioso David Sowles AwardAmerican Alpine Club. Tutti questi riconoscimenti di grande prestigio mi sono stati attribuiti per il salvataggio estremo che ho operato da solo, senza ossigeno e a oltre 8000 metri sulla parete ovest del Lhotse 8516 m in Nepal. Interrompendo la mia scalata e a rischio della mia stessa vita ho infatti deciso di cercare e poi trarre in salvo un alpinista inglese infortunato di nome Tom Moores. Oggi Tom è vivo e lavora in UK continuando a praticare alpinismo.
I Libri
Cometa sull'Annapurna

Una splendida montagna, una grande amicizia e un tragico Natale dalla voce dell'unico sopravvissuto. Simone Moro ci racconta le sue esperienze, le sue paure, i suoi dubbi e la grande indimenticabile amicizia con Anatolij Bukreev, il grande alpinista kazako morto sull'Annapurna. Ci fa sentire il freddo e la stanchezza e poi la solitudine e la disperazione della sua discesa dopo la valanga, con le mani ferite e inutilizzabili, i tendini recisi, e la sensazione di non frcela. Ma il vero dolore lo prova quando non può più sperare nella salvezza dei suoi due compagni. Il suo racconto è però un inno alla montagna e a quell'amico che sarà sempre vivo nel suo cuore.
8000 metri di Vita

Milioni di metri cubi di ghiaccio e roccia, pareti verticali, creste scintillanti che si stagliano nel cielo come disegnate dalla mano di un gigante e che si elevano fino alla quota di volo di un jumbo, sopra gli 8000 metri. Sono quattordici le cime che superano questa quota che i fisiologi di tutto il mondo hanno definito come “la zona della morte”, oltre la quale la sopravvivenza umana è possibile solo per alcune interminabili e gelide ore. È passato oltre un secolo da quando l’uomo ha iniziato l’esplorazione delle valli e dei fianchi di questi colossi montuosi e tra il 1950 e il 1964 tutte le quattordici vette più alte del pianeta, dall’Everest al Shisha Pangma, furono calcate dal piede umano. Da allora l’alpinismo d’altissima quota ha appassionato e coinvolto un numero sempre più grande di scalatori e alcuni di loro sono stati in grado di incredibili salite, in stile sempre più leggero e veloce e senza l’uso delle bombole d’ossigeno. I limiti dell’alpinismo sono stati abbattuti e spostati sempre più avanti. Il cuore di queste montagne e le loro valli hanno dunque iniziato a pulsare anche di una vita alpinistica e non solo della secolare vita rurale dei montanari dell’Himalaya e del Karakorum. L’idea di questo volume è stata dunque quella di raccontare attraverso le immagini, la storia di questi quattordici punti più alti del pianeta, visti dagli occhi di un protagonista che ha vissuto in modo autentico la sua ricerca alpinistica.
Spedizioni
1992
Everest 8848 m
1993
Aconcagua 6959 m in invernale (winter)
Cerro Mirador 6089 m invernale (winter)
Makalu 8463 m

1994
Shisha Pangma 8013 m
Lhotse 8516 m
1995
Kanchenjunga 8586 m

1996
Fitz Roy 3441 m.
Dhaulagiri 8167 m
Shisha Pangma 8008 m
1997
Lhotse 8516 m
Annapurna 8091 in invernale (winter)

1998
Everest 8848 m
1999
Pik Lenin 7134 m
Pik Korjenevska 7105 m
Pik Kommunism 7495 m
Pik Kan Tengri 7010 m
Pik Pobeda 7437 m
2000
Everest 8848 m versante sud

2001
Marble Wall 6400 in Invernale (winter)
Lhotse-Everest
2002
Cho Oyu 8201
Everest 8848 versante nord
Broad Peak 8047 m
Antartide Vinson Massif 4895 m

2003
Kilimangiaro 5895 m
Nanga Parbat 8125 m
K2 e Broad Peak 8047 m
Elbrus 5633 m - 2003/04 Shisha Pangma 8027 m parete sud – invernale (winter)

2004
Baruntse nord o Khali Himal 7066 m
Annapurna 8091 m
2004/05 - Shisha Pangma 8027 m in invernale (winter)
2005
Batura II 7762 e Batokshi peak 6050
Cerro Torre 3123 Patagonia in invernale (winter)
2006
Everest 8848 prima traversata sud/nord
2006/07 e 2207/2008
Broad Peak 8047 m tentativo prima invernale (winter)

2008
Beka Brakai Chhok 6940 Pakistan, prima salita assoluta
2009
Makalu prima invernale 9 febbraio (winter)
Island peak e Cho Oyu (cancellata per problemi politici in Cina)

Gli sponsor
Gli sponsor non sono dei mostri, i padroni delle mie azioni, dei cinici calcolatori di business e tornaconti economici e che spingono gli atleti a rischiare l’impossibile, ma, nel mio caso, sono esattamente il contrario. Sono amici che hanno creduto in me, nella mia filosofia ed etica con cui affronto le salite in Montagna nonché la materializzazione di altri miei sogni.
La sponsorizzazione è non è la sola erogazione di risorse economiche ma nel mio caso specifico corrisponde con un vero e proprio lavoro di consulenza tecnica con le aziende che hanno creduto in me. Nel bilancio annuale delle ore dedicate al mio mondo sportivo e professionale, quelle passate con gli amministratori ed i responsabili dei vari settori aziendali delle ditte che mi sponsorizzano sono enormi. Da quelle ore di lavoro escono però i prodotti che molto spesso hanno fatto e fanno la differenza anche oltre gli 8000 metri.
Non ho nessun incentivo sui risultati raggiunti, nessuna penale a quelli falliti o rinunciati. Niente di tutto questo. Ho semplicemente un contratto che mi lega come consulente tecnico, comunicatore, fotografo, cameraman, atleta, testimonial/ambassador.
Dunque ho inserito questa sezione dedicata agli Sponsor perché sono quelli che partecipano al reperimento delle risorse economiche che mi permettono di vivere, avere una famiglia, effettuare viaggi e spedizioni. Ho voluto anche segnalarvi i siti internet di queste aziende in modo che possiate visitarli e conoscerle meglio.

Visita il sito ufficiale di Simone Moro
| < Prec. |
|---|


