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Fabio Triboli - Il sogno diventa realtà...

LOMBARDIA - LECCO

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Fabio Triboli nasce a Lecco il 17 maggio 1966.
Vive a Mandello Del Lario una vita serena fino all’età di cinque anni, quando cade vittima di un fortuito incidente stradale, che compromette il suo arto superiore destro.
Da sempre pratica sport a livello amatoriale, come calcetto e tennis-tavolo, finchè, nel 1990, dopo essersi sposato con Antonella, incontra l’amata passione per la bicicletta.
Inizialmente è un gioco, un passatempo, un modo per divertirsi stando in gruppo con gli amici.

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Poi, nel 2000, la svolta.
Entra a far parte della Nazionale Italiana Disabili, migliorando la tecnica tramite l’utilizzo di strumenti sempre più specifici e all’avanguardia, ma soprattutto grazie alla grinta e allo spirito combattivo, componenti che delineano il profilo del suo carattere.
Ecco che arrivano le prime vittorie importanti, i primi campionati italiani conquistati; poi le medaglie ai campionati mondiali ed europei.
Il sogno per Fabio si avvicina, fino a diventare realtà.
Nel 2004 viene convocato e partecipa alle Paraolimpiadi svoltesi ad Atene; una tifoseria esultante lo incita, e l’atleta tricolore conquista una medaglia di bronzo nella specialità inseguimento su pista, e una d’argento nella cronometro su strada.
Il successo sembra ormai alle porte per Fabio che, seppur pedalando sempre con i piedi per terra, riesce a dimostrare la propria determinazione.
Nel 2005 torna dal campionato europeo di Alkmaar, in Olanda, con un bronzo ed un argento al collo; poi, ad Aigle, cittadina elvetica, conquista una medaglia di bronzo e, in seguito, un bronzo mondiale a Bourdeaux.

Per concludere il 2007 il ciclista mandellese sceglie un’esperienza “panamericana”: in sella alla sua bicicletta trionfa con una medaglia d’oro e una d’argento ai Giochi Parapanamericani di Santiago di Calì in Colombia.
Il 2008 inizia con la conquista di 3 titoli italiani uno dei quali su pista a Dalmine con i normodotati fa segnare il miglior tempo assoluto. Alle Parallimpiadi di Pechino centra un fantastico tris di medaglie 2 di bronzo a cronometro e in pista ed un oro nella gara piu bella quella su strada.

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Palmares


2000
• SAN REMO - CAMPIONE ITALIANO GRAN FONDO -

2001
• CERIALE SAVONA - CAMPIONE ITALIANO GRAN FONDO -

2002
• ALTENSTADT GERMANIA - BRONZO MONDIALE CRONOMETRO -
• SAN REMO - CAMPIONE DEL MONDO GRANFONDO -
• PORDENONE - CAMPIONE ITALIANO STRADA -
• VARESE - CAMPIONE ITALIANO KM DA FERMO PISTA -

2003
• PRAGA - ARGENTO EUROPEO KM DA FERMO PISTA -
• BRONZO EUROPEO CRONOMETRO -
• BRONZO EUROPEO INSEGUIMENTO PISTA -
• VEROLANUOVA (BRESCIA) - CAMPIONE ITALIANO CRONOMETRO -

2004
• ATENE - ARGENTO OLIMPICO STRADA/CRONO -
• BRONZO OLIMPICO INSEGUIMENTO PISTA -
• INNSBRUCK - 1 CLASS. EUROPA CUP -
• GALLARATE - CAMPIONE ITALIANO STRADA -

2005
• ALKMAAR (OLANDA) - ARGENTO EUROPEO INSEGUIMENTO PISTA -
• BRONZO EUROPEO CRONOMETRO -
• GIPPINGEN - 1 CLASS. EUROPACUP -
• MONACO - 1 CLASS. EUROPACUP -
• MARCONIA (MATERA) - CAMPIONE ITALIANO STRADA -

2006
• AIGLE (SVIZZERA) - BRONZO MONDIALE CRONOMETRO -
• GIPPINGEN - 1 CLASS, EUROPA CUP -
• CERIALE (SAVONA) - CAMPIONE ITALIANO GRANFONDO -

2007
• BORDEAUX - BRONZO MONDIALE CRONOMETRO -
• SANTIAGO DI CALI (COLOMBIA) - ORO PANAMERICANO STRADA -
• ARGENTO PANAMERICANO INSEGUIMENTO -

• CORREZE (FRANCIA) - 1 CLASS, EUROPACUP -
• ROSIGNANO (LIVORNO) - CAMPIONE ITALIANO CRONOMETRO -
• VARESE - CAMPIONE ITALIANO INSEGUIMENTO PISTA -
• CAMPIONE ITALIANO KM DA FERMO PISTA -

2008
• CASCIANA TERME (PISA) - CAMPIONE ITALIANO STRADA -
• VARESE - CAMPIONE ITALIANO INSEGUIMENTO PISTA -
• CAMPIONE ITALIANO KM DA FERMO -

• PECHINO 2008 - ORO OLIMPICO IN LINEA SU STRADA
• BRONZO OLIMPICO INSEGUIMENTO SU STRADA
• BRONZO OLIMPICO CRONO SU STRADA

2009
• CAMPIONATI DEL MONDO STRADA BOGOGNO ITALIA
MEDAGLIA ARGENTO
• CAMPIONATI DEL MONDO PISTA MANCHESTER INGHILTERRA
8° POSTO KM DA FERMO

Pechino emotions

Appena sceso dall’ aereo, all’ aeroporto di Pechino ho visto tanti poster e manifesti riguardanti le Paralimpiadi; poi l’autostrada ed i cartelli segnaletici che indicavano il Paralympic village.
Ho subito pensato che l’organizzazione era al massimo, e non mi sbagliavo: tutto era perfetto, ogni cosa al suo posto
All’ arrivo al villaggio erano tantissimi i volontari che si offrivano a portare la borsa, le bici… Finalmente la mia camera bella spaziosa da dividere con Fabrizio Macchi compagno da sempre in nazionale.
Ho avuto a disposizione 5 giorni prima della cerimonia d’apertura; ho passato tante ore al velodromo a provare ruote, rapporti, posizione in sella, partenze da fermo.. Mi sentivo molto stanco e pensavo di aver sbagliato tutta la preparazione.
Chiedevo ai miei compagni le loro sensazioni e mi rincuoravo sentendo che eravamo nella stessa situazione.

 

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Poi finalmente la cerimonia d’apertura, la mia prima cerimonia, poiché ad Atene non avevo partecipato, perché il giorno dopo avrei gareggiato, e stare 6 ore in piedi non aiuta di certo la prestazione.
Lo stadio, il grandissimo nido d’uccello, era lì davanti a me tutto illuminato e tutte le 150 nazioni stavano per entrare per la sfilata.
All’ ingresso, nel largo tunnel che immetteva alla pista d’atletica, ho visto 100000 persone che urlavano sugli spalti; un brivido è sceso giù per la schiena e mi sono detto “pensa se vinco una medaglia......”
In data 8 settembre era prevista, alle 10 del mattino, la qualificazione dell’ inseguimento individuale 4 km; bisognava fare il tempo ed i migliori 2 al pomeriggio avrebbero fatto la finale per l’oro, il 3° ed il 4° si sarebbero sfidati per il bronzo.
Le mie massime ambizioni, visti i tempi dell’anno, erano per un 4° posto, possibilmente molto vicino al 3°, per poi giocarmela nel pomeriggio.
Mi reco al velodromo in anticipo, mi preparo, prendo la mia bici da strada ed esco attorno al velodromo per una buona ora di riscaldamento; rientro e finisco sui rulli in attesa dalla mia batteria. Il sorteggio ha voluto che io mi sfidassi con l’austriaco, vice campione del mondo l’anno scorso a Bordeaux, accreditato di un gran tempo.

 

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Ma questo non mi spaventa, anzi mi da carica, e penso che sarà un forte stimolo.
3, 2 ,1, lo sparo… l’austriaco parte sempre forte, ma non mi abbatto, io ho sempre un gran finale!!!
Lancio bene la bici, e al primo km Mario Valentini, il mio allenatore, a bordo pista mi dice che sono in parità, allora continuo con il mio passo..
Incredibile, non sento la fatica, e la velocità é molto elevata.
Al 3° km non credo ai miei occhi quando davanti a me vedo il mio avversario: questo vuol dire che gli ho recuperato 100 metri!
Allora decido di rischiare tutto, e accelero ancora di più!
Agli ultimi 250 metri lo prendo e lo sorpasso; taglio il traguardo, guardo il tabellone: 4' 46"… Incredibile, ho abbassato il mio miglior tempo di 6 secondi ed in più sempre il tabellone indica BEST TIME!
Mancando ancora 1 batteria, vuol dire che male che vada sono 3°,dunque in finale!!!!
Una soddisfazione incredibile!!!
L’ultima batteria vede 2 dei più grandi campioni della mia categoria, i quali registrano il miglior tempo, ma io sono 3° con un buon margine sul 4°, il brasiliano Sohelito Gohr.
Adesso mi aspettano 6 ore da trascorrere senza pensare troppo alla gara.
Mangio qualcosa, biscotti e marmellata, e mi intrattengo con il massaggiatore Mario Castello a sciogliere i muscoli e la mente.
Nel frattempo al velodromo dovrebbe essere arrivato mio padre con un volo dall’Italia, spero in tempo per la mia finale!
Verso le 14 inizio il riscaldamento su strada, poi entro nel parterre della pista e rifinisco sui rulli.
Il conto alla rovescia: 5,4, 3 ,2, 1..start, si parte .
Mario Valentini, a bordo pista, mi fa capire se sono in vantaggio sul mio avversario, e a metà gara mi fa un cenno con il pollice verso l’alto, e mi incita ad aumentare.
La condizione è ottima, non sento fatica, accelero e vado verso il traguardo….Alzo la testa verso il tabellone e vedo questa scritta: FABIO TRIBOLI ITA 4'45 BRONZE MEDAL.
Incredibile, non capisco più niente, vedo mio padre a bordo pista che grida…

 

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Tutti mi abbracciano…Io tra me e me penso che sarà una buona Olimpiade: i media e l’ attenzione sono al massimo perché la mia è la prima medaglia italiana a Pechino!
Dopo aver ricevuto la medaglia di bronzo con una cerimonia protocollare tutta cinese, precisissima in tutte le sue forme, sono stato accalappiato dai giornalisti Rai per le 2 trasmissioni giornaliere; poi verso sera, sono stato invitato a cena all’ ambasciata italiana di Pechino, ospite dell’ambasciatore.
Anche lì sembrava di vivere una favola: c’erano personaggi quali il ministro dello sport Rocco Crimi, l’ostacolista Eddy Ottoz, l’organizzatrice di Torino 2006 Tiziana Nasi e persone illustri cinesi a me sconosciute.
Dopo la cena altra trasmissione, poi radio e cosi via…
Arrivo al villaggio ad un orario non da atleta, ma ho 3 giorni per riordinare le idee e finalizzare la preparazione per la cronometro, specialità che ho preparato per tanti mesi con lavori specifici, sulla quale conto molto.
In questi 3 giorni mi sento bene, sono sempre al centro delle attenzioni di tutti e la cosa non mi dispiace, ma la mia mente è focalizzata sulla crono; avevo la convinzione di poter entrare nei primi 3 ed ero gasatissimo.
Ecco il giorno della crono: l’orario della mia partenza è 12:15.
Parto terzultimo, alle mie spalle il campione del mondo 2007 ed il campione olimpico di Atene 2004.
La temperatura è vicina ai 40 gradi, un caldo pazzesco; inizio il riscaldamento sui rulli dato che il circuito è chiuso e non si ha la possibilità di entrare.
Dopo 45 minuti termino, mi preparo, bevo molto anche perché in una crono di 25 km bere in corsa significa perdere qualche secondo; il percorso, che sarà poi anche quello previsto per la gara in linea del giorno dopo, è molto nervoso: salite curve e molti rilanci, va percorso 2 volte, cerco di memorizzarlo.
Sono sulla rampa di partenza, pochi secondi al via.
Dopo pochi km fatico molto, ma il contachilometri registra una velocità elevata, 45 46 orari;
passo il primo giro ed i cenni dal box sono inequivocabili, devo aumentare.
Il problema è che sono andato al massimo finora, comunque decido di rischiare e tentare di aumentare il passo.

 

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Dolori in tutte le parti del corpo, ma buone sensazioni; accelero e penso che oramai mancano pochi km all’arrivo.
Taglio il traguardo al massimo delle mie possibilità, cerco anche di sprintare, ho dato proprio tutto, sono soddisfatto, il mio allenatore mi viene incontro e mi dice che ho il miglior tempo ed ho fatto un secondo giro da incorniciare.
Non realizzo subito che ho in tasca la medaglia di bronzo certa!
Quando gli altri 2 concorrenti tagliano il traguardo con un tempo migliore del mio, invece di essere arrabbiato, piango di felicità!!!
Do uno sguardo alla classifica: il 4° è dietro di me per 2 secondi, il 5° a 5 .
Ancora una volta, aver tenuto duro nel finale e aver dato tutto ha fruttato degli ottimi risultati!
A mio parere è stata una grande impresa, sono molto orgoglioso; poi 2 gare 2 medaglie mi fanno pensare solamente a cose belle!
Felicità in tutto il gruppo, la gente e lo staff mi coccola..
Devo pensare a recuperare un po’ per il giorno dopo, nella quale è programmata la gara in linea, la più affascinante, perché deve essere ragionata e studiata in tutti i particolari.
Chissà se riuscirò a concentrarmi dopo tanta euforia e avere la giusta cattiveria agonistica!
Vedremo… la notte porterà consiglio, sempre che io riesca a prendere sonno con tutte queste emozioni.....
Avendo dormito molto poco, al mattino presto sono già al circuito, la partenza è alle 13.
Non fa caldissimo e ci sono un po’ di nuvole.
Do uno sguardo alla lista dei partenti e vedo che ci sono molti campioni, alcuni sono professionisti nelle squadre continentali del proprio paese.
In tutto 48 concorrenti selezionati da tutti i paesi del mondo.
Arrivano le ultime indicazioni da parte dei tecnici e uno sguardo d’intesa con il mio compagno Pierpaolo Addesi, poi, finalmente si parte…
Bisognava percorrere 72 km, sei giri del circuito caratterizzato da una salita di 800 metri al 5%, da ripetersi ogni giro.
Già al primo giro inizia la bagarre, io mi tengo nelle prime posizioni e aspetto.
Dopo 10 km, in un tratto di falsopiano, 2 corridori, un brasiliano ed uno spagnolo, scattano; non ci penso 2 volte e vado con loro.
Non so se è troppo presto, ma decido in un attimo…Prendiamo subito 30 secondi di vantaggio, cerco di dare un gran contributo tirando al massimo; inizio a credere che noi possiamo andare al traguardo…
Dopo 2 giri la mia speranza si interrompe vedendo il gruppo piombare su di noi.
Sono molto stanco e un po’ demoralizzato; chiedo al mio compagno di squadra di controllare eventuali scatti, ma non ci credo oramai più ...Siamo rimasti in 15.
La corsa va avanti con scatti e contro scatti, io stringo i denti per restare agganciato al gruppo. Pierpaolo chiude tutti i buchi, un vero fenomeno, ma io sono sempre più stanco.

 

Triboli_Bro

 

Eccoci all’ultima salita, mancano 10 km all’arrivo, il gruppo accelera, io mi ritrovo ultimo, li vedo allontanarsi…Sono al massimo, ma loro si allontanano sempre più.
Finisce la salita, e ho 100 metri di svantaggio; non mollo e penso che non avrei potuto staccarmi proprio in quel momento…Sono all’Olimpiade, devo arrivare almeno in gruppo!
Sono 3 km atroci, il gruppo va fortissimo, io vado a 50 all’ora e non mi avvicino, ma tengo duro, ho brividi di freddo su tutto il corpo per la stanchezza.
Dopo 3 km forse iniziano a studiarsi per l’arrivo; piombo su di loro e tiro un sospiro di sollievo; mancano 6 km all’arrivo e sono nel gruppo dei migliori…
Guardo attentamente cosa sta succedendo, sono a ruota del campione del mondo 2007, il francese Mercier, credo che voglia portare un attacco decisivo come l anno scorso.
Infatti inizia una progressione; io sono a ruota, non so se riesco a tenerlo, ma vale la pena tentare! Nel frattempo, si sono accodati a noi un belga ed un australiano.
Dopo pochi metri sento il rumore di una caduta nel gruppo, che ci dà 50 mt di vantaggio; manca poco al traguardo, siamo in 4 con pochissimo vantaggio, ma bisogna crederci…
Non ce la faccio più…
I miei 3 compagni di fuga sono indemoniati, io cerco di restare con loro e penso che se raggiungo il rettilineo d’arrivo posso fare molto bene, io sono molto veloce, ma in questo momento stanchissimo!
Entriamo nello stadio dove è posto l’arrivo,sento tantissima gente che grida; il gruppo ormai non ci prende più…
Incredibile, questa sensazione mi dà un certo senso di sollievo, non sento la stanchezza di pochi minuti fa, sono concentrato sullo striscione d’arrivo che, oramai, è a 300 metri.
Il belga, anch’esso molto veloce, lancia lo sprint, forse un po’ presto; io lo seguo, e ai 150 mt decido di uscire dalla sua scia e batterlo in progressione…
Aspetto il ritorno degli altri 2, ma non arriva nessuno, mi giro più volte a destra e a sinistra…Non arriva proprio nessuno, vedo solo lo striscione d’arrivo, che io taglio per primo…

 

Triboli_oro

 

Un boato, la gente urla, io anche, non vedo più niente…Mi fermo perché il mio allenatore mi strappa dalla mia bici.
Mi abbracciano non so quante persone, è incredibile, fantastico, non ho parole…Sono campione olimpico nella gara più bella e più difficile da vincere!!!
Non ci posso credere, è un sogno…
Dalle tribune scende anche mio padre; a fatica, in mezzo alla folla, lo vedo e gli corro incontro per abbracciarlo…Sono momenti che non si possono descrivere.
Poi il podio, la medaglia d’oro, l’ inno di Mameli, ed infine la conferenza stampa e il controllo antidoping.
Che giornata... impossibile dimenticarla!!!
I giorni che seguono la vittoria li dedico a visitare la grande Muraglia, e le altre bellezze della capitale cinese.
Nei giorni successivi, il presidente Luca Pancalli mi comunica che sarò il portabandiera dell’Italia alla cerimonia di chiusura…Altra emozione, altra giornata da circolo rosso, in pochi giorni la mia vita sportiva è cambiata grazie alle vittorie e alla strepitosa Olimpiade che ho disputato…
Oltre al mio impegno, chiaramente tutto questo è stato possibile grazie a tutti quelli che mi sono stati vicini, dai miei compagni di nazionale, ai miei tecnici, alla mia famiglia…


Fabio, insieme ad altri atleti disabili, partecipa ad una Associazione che ha come scopo quello di avvicinare i giovani disabili al ciclismo e di promuovere questo sport negli istituti scolastici e negli ospedali. L' associazione si propone di trasmettere un messaggio di integrazione alle nuove generazioni e di favorire la pratica sportiva tra i giovani con difficoltà motorie, per stimolarli, attraverso lo sport, ad affrontare la vita con maggior determinazione e coraggio.
Tra gli altri obiettivi dell'associazione vi è anche quello di favorire l'attività agonistica dei ciclisti disabili che si prepareranno alla paralimpiade di Londra 2012.



Visita il sito ufficiale di Fabio Triboli

http://www.fabiotriboli.org

 

Visita il sito ufficiale del Comitato Paralimpico Italiano

http://www.comitatoparalimpico.it/

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