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Anna Menconi - Grilletto, l' arciera italiana

TOSCANA - MASSA E CARRARA

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ANNA MENCONI (Carrara, 27 luglio 1971), soprannominata Grilletto è una arciera italiana.

 

foto facebook


Mi chiamo Anna Menconi e sono qui per parlarvi della mia esperienza nella disciplina del Tiro con l’arco.
Vivo su una sedia a rotelle dall'età di sette anni, cioè da quando la mano poco felice di un chirurgo ha reciso la
possibilità di condurre una vita normale. Come molti ragazzi che per varie vicissitudini si trovano a vivere con una
disabilità, anch'io ho impiegato anni prima di conoscere ed avvicinarmi allo sport e, come capita spesso, ciò è accaduto
per caso.


Mi trovavo presso la Polisportiva Apodi Don Carlo Gnocchi ad osservare una partita di pallamano in carrozzina
quando alle mie spalle ho visto il campo di tiro con l'arco. Pochi giorni dopo ho avuto la splendida occasione di tirare
la mia prima freccia e devo dire che è stato amore a prima vista.


Dopo soli quattro mesi di allenamento, ho vinto la mia prima medaglia d'oro come esordiente ai Campionati italiani per
disabili di Pescara nel 1997. Da qui una lunga serie di vittorie che hanno piacevolmente ed inaspettatamente sconvolto
la mia vita.

Per ricordarne solo alcuni cito l'oro di squadra ai Mondiali in Nuova Zelanda nel 1999, l'oro di squadra alle
Paraolimpiadi di Sydney del 2000, il bronzo individuale ai Mondiali di Praga del 2001, l'oro individuale agli Europei
del 2002 e l'argento di squadra ai Mondiali di Madrid nel 2003 e l'argento di squadra alle Paraolimpiadi di Atene 2004.

 

FOTO 25

 

L'esperienza più sconvolgente, però, è stata quella fatta a Sydney in Australia, un Paese dai mille volti ed aperto ad
ogni tipo di diversità, sia essa etnica, sociale o culturale.


Ciò che mi ha sorpreso è stato il fatto che già una settimana prima della cerimonia di apertura dei Giochi Paraolimpici
fossero esauriti tutti i biglietti! Altro fatto straordinario è che, durante le nostre uscite in città nei pochi momenti di
libertà che avevamo, la gente, soprattutto quella di origine italiana, ci fermava chiedendoci autografi e fotografie!

 

Anche se le cose stanno progressivamente cambiando, ed il nostro Paese si sta lentamente allineando con le realtà di

paesi all'avanguardia in questo campo, ritengo che si stia facendo ancora troppo poco: sia nel campo dello sport come

terapia nei centri specializzati, sia nel campo dell'accessibilità strutturale degli impianti sportivi, sia in quello della ridotta informazione.


Non si ripete mai abbastanza quanto lo sport sia fondamentale per tutti, ma soprattutto per chi come me parte da una
condizione cosiddetta svantaggiata, in quanto si riapre la sfida con la vita e ti reinserisce a pieno diritto nella società.

 

poster

 

Lo sport diviene veicolo di conoscenza e di integrazione sociale poiché consente di stare all'aria aperta, socializzare con
altre persone, mantenere il proprio fisico in forma e soprattutto divertirsi. Amo il tiro con l'arco proprio perché non crea
alcuna differenza tra arcieri disabili e normodotati, anzi, li accomuna negli stessi sacrifici e nelle stesse gioie.
Non va dimenticato che quando sul podio si alza la bandiera italiana, viene dato lustro al nostro Paese, indipendentemente
dal fatto che l'atleta sia seduto od in piedi.


Io ed altri atleti paralimpici siamo soltanto la punta visibile di un iceberg sommerso che ha una base molto larga, fatta da
persone che vivono una disabilità. II mio grande amico Lorenzo Ricci, due volte medaglia d'oro a Sydney, ha detto che
vincere è utile perché almeno ti fanno parlare.


II mio scopo primario è proprio quello di farci conoscere e di far capire alle famiglie di ragazzi con disabilità che per fare
sport non occorre essere perfetti, ma semmai aver voglia di uscire dalle mura di casa e confrontarsi.

 

ritratto

 

Pratica il tiro con l'arco perché è una disciplina sportiva adatta sia ai normodotati che alle persone che presentano delle disabilità.

A Sydney ho visto un ragazzo americano che tendeva l'arco con la bocca ed un altro, focomelico, che giocava a bocce con
la bocca.

 

 

Da un pò di tempo ho iniziato a praticare anche la danza sportiva....

 

20 giugno 2009 101

 

 

L'importante non è vincere, ma sfidare se stessi, tornare a dimostrare che il proprio limite dato dalla disabilità può essere
superato.


Mi auguro che occasioni come questa, e colgo l'occasione per ringraziare dell’invito, possano moltiplicarsi affinché un
giorno si arrivi a parlare non di normodotati o disabili, ma semplicemente di atleti abili in modi differenti.

 

Invito tutti a chiamarci col nostro nome e cognome, perché in fondo siamo tutti diversi.

 

Grazie

 

Ho partecipato a 2 edizioni dei Giochi Paralimpici, aggiudicandomi 2 medaglie.


Palmarès


* Giochi Paraolimpici
- Sydney 2000: oro a squadre
- Atene 2004: argento a squadre
* Campionati del mondo
- 1999: oro a squadre
- 2001: bronzo individuale, argento a squadre
- 2003: argento a squadre
* Campionati europei
- 2002: oro individuale


Visita il sito ufficiale del Comitato Paralimpico Italiano

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