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Lorenzo Ricci - Il sorriso nella vita...

LIGURIA - LA SPEZIA

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Paralimpiadi Sidney 2000 - Lorenzo Ricci

Questa è la storia del mio amico Lorenzo Ricci:


Nato a Sarzana (La Spezia) il 13 maggio 1971, è il secondo figlio di babbo Edoardo, toscano, e di mamma Gabriella, ligure, con Michele, fratello maggiore.
 
Fino al 1991 giocava, dopo dieci anni di carriera, da ala destra o da centravanti nel Campionato di Promozione di calcio, ma era appassionato di tutti gli sport.
 
In seguito ad un incidente stradale che gli ha causato la perdita totale della vista, ha dovuto iniziare a convivere con la disabilità e con i pregiudizi delle persone.
 
Inizialmente Lorenzo non accettava ancora la sua situazione, sentendosi "diverso".
 
Poi nel febbraio del 1993, grazie a suo fratello Michele che, con insistenza, contro tutto e tutti, lo portò a sciare, facendogli capire che lo sport avrebbe potuto restituirgli ciò che la mancata fortuna gli aveva tolto.

La vera vittoria Lorenzo Ricci la ottiene proprio da quel momento.

Lorenzo decide di frequentare la scuola non vedenti di masso-fisioterapia di Firenze.

Al suo ritorno, grazie alla G.S. U.I.C. ( Unione Italiana Ciechi ) Apuano di Carrara incontra Giuseppe Pagano ( per gli amici Pino ), tecnico nazionale e Lorenzo inizia a praticare l'atletica leggera nel giugno del 1997.

Attraverso l' allenamento ed ai risultati ottenuti, Lorenzo si rende consapevole che tutti siamo unici, come è unico il nostro DNA, e il mondo è costruito attraverso le nostre diversità.

Praticando sport, il rapporto con gli altri sta diventando più paritario, perchè Lorenzo ora crede che la normalità sia accettare la diversità di ognuno di noi.

E come lui, se avete una disabilità, non nascondetevi, non sentitevi emarginati, ma affrontate a viso aperto la vita e vedrete che chi si avvicinerà a voi e vorrà capire, vi conoscerà e vi amerà per chi siete veramente.

Lorenzo ha detto: "Sarebbe importante che tutti i disabili in genere decidessero di uscire fuori, praticando sport, per stare meglio con sè stessi. Noi atleti dobbiamo essere uno stimolo per gli altri. Così i disabili diventerebbero produttivi, inserendosi sempre di più nel mondo del lavoro, ed avrebbero la giusta motivazione interiore per lo sport e per la vita in genere, contribuendo così a produrre per la soicietà e non essere mantenuti dallo Stato"

Non a caso Lorenzo ha esplicitato spesso questa filosofia, specie cercando di seguire gli esempi di paesi evoluti come il Canada, la Spagna e l' Australia.

Per chi non lo sapesse, a Sidney, per i Paralimpics Games, le scuole elementari e medie sono state chiuse per 40 giorni, per permettere agli studenti di vivere da vicino questa esperienza.

Ed è un dato di fatto che tutti gli impianti sportivi fossero affollati da giovani studenti.

"In effetti sono rimasto colpito dalla intensa partecipazione degli Australiani - mi ha confidato un giorno - si respirava un' atmosfera magica.

"In più mio fratello maggiore Michele, un anno e mezzo prima, subito dopo la convocazione per le Olimpiadi australiane,  mi compose e dedicò una canzone intitolata "Sidney" che ho spesso ascoltato e fatta ascoltare ad amici e non"

Lorenzo Ricci, secondo me, è stato la rivelazione dei Giochi Paralimpici di Sidney 2000.

Con le sue gesta atletiche, ma soprattutto per quelle morali, credo infatti che abbia lasciato il segno in tutti noi.

Voglio ricordare che l' avventura di Sidney si è conclusa nel migliore dei modi, con due medaglie d' oro: nei 100metri e nella staffetta 4x100metri.

L' anno dopo, insieme alla guida Nicola Vangeli, ai Campionati Mondiali di Edmonton, in Canada, l' Italia porterà a casa un' altra medaglia d' oro....


 

"Ringrazio tutti coloro  che hanno mantenuto vivi in me dignità, cuore e valori, per far si che io oggi abbia ancora il sorriso nella vita"



GRAZIE A TE LORENZO

 

Guarda il video di un' intervista a Lorenzo

Lorenzo Ricci a 'La Settima Onda'

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