Felice Gimondi nacque a Sedrina (Bergamo) il 29 settembre 1942. Cresciuto in una famiglia semplice della provincia bergamasca, iniziò a pedalare da ragazzo utilizzando la bicicletta per spostarsi tra casa, scuola e lavoro. Ben presto si accorse di avere qualità fuori dal comune, soprattutto nelle gare di resistenza.
Dopo le prime esperienze nel ciclismo dilettantistico, si mise in luce vincendo il Tour de l’Avenir 1964, competizione considerata all’epoca il “Tour de France dei giovani”. Quel successo convinse la Salvarani a puntare su di lui nel professionismo.
Il trionfo al Tour de France
Nel 1965, alla sua prima partecipazione, Gimondi conquistò uno storico Tour de France. Fu una vittoria sorprendente: inizialmente non doveva nemmeno partecipare alla corsa, ma venne convocato all’ultimo momento per sostituire un compagno di squadra.
Con grande intelligenza tattica e straordinaria continuità, riuscì a conquistare la maglia gialla e a portarla fino a Parigi, diventando uno dei più giovani vincitori nella storia del Tour.
Il dominatore dei Grandi Giri
Felice Gimondi è uno dei pochissimi ciclisti nella storia ad aver vinto tutti e tre i grandi giri:
- Tour de France
- Giro d’Italia
- Vuelta a España
Il suo palmarès comprende:
- 3 Giri d’Italia (1967, 1969, 1976)
- 1 Tour de France (1965)
- 1 Vuelta a España (1968)
Questi successi lo inserirono tra i più grandi corridori della storia del ciclismo mondiale.
Il confronto con Eddy Merckx
Gran parte della carriera di Gimondi coincise con il dominio del belga Eddy Merckx, considerato da molti il più forte ciclista di sempre. Nonostante questo, Gimondi riuscì comunque a conquistare vittorie prestigiose e a restare competitivo ai massimi livelli per oltre un decennio.
La sua grandezza sta anche nell’essere riuscito a vincere in un’epoca dominata da un campione quasi imbattibile.
Il titolo mondiale del 1973
Uno dei momenti più memorabili della carriera di Gimondi arrivò nel 1973, quando conquistò il Campionato del Mondo su strada a Barcellona.
In quella gara riuscì a battere proprio Merckx in volata, conquistando la maglia iridata e regalando all’Italia uno dei successi più prestigiosi del ciclismo degli anni ’70.
Lo stile di corsa
Felice Gimondi era un corridore completo, capace di eccellere in salita, nelle cronometro e nelle corse di lunga durata. Le sue qualità principali erano:
- grande resistenza
- regolarità di rendimento
- intelligenza tattica
- capacità di gestire la pressione
Era un atleta estremamente professionale, molto attento alla preparazione fisica e mentale.
Dopo il ritiro
Dopo aver concluso la carriera agonistica nel 1979, Gimondi rimase vicino al mondo del ciclismo come dirigente, ambasciatore sportivo e organizzatore di eventi.
La sua eleganza e il suo stile lo resero una figura amatissima dal pubblico anche lontano dalle corse.
L’eredità di Gimondi
Felice Gimondi è considerato uno dei più grandi ciclisti italiani di tutti i tempi. La sua carriera, costruita in un’epoca ricca di campioni straordinari, rappresenta un esempio di talento, costanza e professionalità.
Per molti appassionati rimane il simbolo del corridore elegante e combattivo, capace di vincere contro qualsiasi avversario.
